Implantologia

Riabilitare il sorriso con un impianto dentale

L'implantologia è quella branca dell'odontoiatria che consente di rimpiazzare elementi dentali mancanti con protesi in titanio ancorate all'osso: una procedura priva di controindicazioni che permette di ottenere risultati immediati in termini di comfort e resa estetica.

Gli impianti dentali consentono infatti di ripristinare del tutto un sorriso danneggiato dalla mancanza di qualche dente. L'arcata viene così riportata alla sua originale bellezza, con notevole miglioramento anche della funzione masticatoria.

La soluzione implantare permette di conservare integri i denti vicini allo spazio da colmare, poiché la protesizzazione degli impianti non richiede la preparazione dei denti naturali adiacenti.

DOMANDE COMUNI

  • La tecnica del carico immediato permette di ancorare una protesi provvisoria fissa a poche ore di distanza dall'intervento implantologico.

    Dopo la procedura di tipo estrattivo, quando necessaria all'inserimento degli impianti, verrà applicata una protesi provvisoria fissa: un dispositivo studiato per essere perfettamente integrato nella bocca del paziente che verrà usato per tutto il periodo delle cure prima della costruzione della protesi fissa definitiva.

    Questo trattamento è in grado di restituire al sorriso il suo originale rendimento estetico in poche ore. Una volta avvenuta l'osteointegrazione degli impianti -cioè dopo circa 3 mesi- verrà applicata la protesi definitiva fissa con corone in ceramica o del materiale preventivamente concordato.

  • Le controindicazioni agli interventi di implantologia sono uguali a quelle di qualsiasi altro intervento chirurgico. Nello specifico possiamo dire che esistono delle controindicazioni assolute in caso di immunodeficienza, cirrosi epatica e insufficienza renale ed il trattamento con bifosfonati per via parenterale, che vietano in maniera categorica un trattamento di questo tipo.

    Altre patologie, come un diabete grave o disturbi alla coagulazione, comportano vari livelli di rischio, ma che se tenuti sotto controllo non pregiudicano l'intervento.

  • La maggior parte delle persone che intende affidarsi all'implantologia crede che il rischio principale sia il rigetto dell'impianto dentale. In realtà non esiste alcun rischio legato al rigetto in quanto il titanio, il materiale utilizzato per gli impianti, ha un'eccezionale biocompatibilità; l'organismo non lo considera un corpo estraneo e non lo rigetta.

    Esistono tuttavia una serie rischi di cui è necessario tener conto prima di sottoporsi all'intervento. La mancata osteointegrazione, che spesso viene considerato un rigetto ma che in realtà avviene quando l'osso non si integra con l'impianto, è il rischio maggiore, sebbene si verifichi con estrema rarità, in caso di infiammazioni di gengive (piorrea o paradontite le più diffuse), fumo eccessivo, scarsa densità ossea o tecniche chirurgiche inadeguate.

  • L'intervento implantologico si svolge generalmente in anestesia locale tramite un blocco nervoso periferico. La procedura prevede una fase iniziale di premedicazione con antinfiammatori e/o antibiotici qualora i pazienti ne necessitino, per poi continuare con l'intervento che viene realizzato in stato di “sedazione cosciente”.

    Il trattamento così realizzato ci consente creare per il paziente un ambiente confortevole e rilassato.

  • Le ultime ricerche dimostrano che un intervento implantare realizzato con successo ha una durata di 10 anni nel 98% dei casi, oggi giorno si stima che il successo sia ancora più duraturo.

    Questo risultato si può ottenere grazie alla totale biocompatibilità del titanio, un materiale che sta facendo fare passi da gigante alla tecnologia implantare.

    Tuttavia, gli impianti hanno un fisiologico riassorbimento dell'osso periimplantare di 1mm nel primo anno, seguito da 0.5mm negli anni successivi. E' fondamentale sottoporsi a periodici controlli trimestrali per poter eseguire le adeguate manovre di igiene professionale. Bisogna infatti considerare che placca e tartaro colpiscono gli impianti in ugual misura rispetto ai denti, causando mucositi e perimplantiti.